Ti è mai capitato di arrivare a metà salita con il fiatone, pensando che lo zaino pesi come un macigno? O peggio, di accorgerti proprio nel momento del bisogno di aver dimenticato quel piccolo attrezzo fondamentale?
Ciao a tutti, amanti dei sentieri! Oggi voglio condividere con voi la mia esperienza personale su un tema che divide spesso i camminatori: l’organizzazione dello zaino. Preparare l’attrezzatura non è solo una questione di spazio, ma di sicurezza e comfort. Vi svelerò come organizzo il mio carico per un’escursione giornaliera (periodo aprile-settembre, dislivello medio di 500m D+), per viaggiare leggeri ma pronti a ogni imprevisto.
Il protagonista: lo zaino giusto
Prima di guardare cosa c’è dentro, parliamo del “contenitore”. La scelta è soggettiva, ma il peso è oggettivo: puntate su modelli tecnici che pesino tra i 700g e 1kg. Personalmente, utilizzo un Ortovox Traverse da 30 litri (1080g). Il suo asso nella manica? L’apertura frontale completa: si apre come un borsone, permettendomi di recuperare anche l’oggetto sul fondo in un secondo, senza mettere in disordine tutto il resto.
La regola d’oro: l’ordine inverso
In montagna la logica è semplice: quello che serve meno va sul fondo, quello che serve subito va in cima.
Sul fondo: Kit emergenza e oggetti pesanti.
In mezzo: Cambio vestiti e cibo.
In alto/Nelle tasche: Acqua, guscio per la pioggia e snack rapidi.
Il consiglio extra: Lasciate sempre un po’ di spazio vuoto. Vi servirà per riporre la felpa o la giacca che toglierete non appena inizierete a sudare in salita!
Cosa non può mancare: la check-list di intrekking.it
Kit di Primo Soccorso (Sicurezza prima di tutto). Non fatevi spaventare dalla lista: la sicurezza non è opzionale.
Cerotti multi-misura e garza sterile (tipo benda israeliana).
Spray disinfettante, forbicine e pinzette (fondamentali per spine o zecche).
Fischietto: controllate la fibbia del vostro zaino, spesso è già integrato lì!
Opzionale: Tourniquet per chi ha formazione nel primo soccorso.
Protezione dal meteo e cambi.Il meteo in montagna è un “traditore”. Anche se splende il sole, io porto sempre:
Guscio in Gore-Tex: leggero, antivento e anti-pioggia.
Accessori caldi: Bandana, sottoguanti e un cappellino tecnico (occupano pochissimo spazio).
Il sistema “Zip-Lock”: Inserisco i vestiti (maglietta di ricambio, felpa, gilet e giacca termica compattabile) in sacchetti da cucina trasparenti con zip. Risultato? Tutto resta asciutto, pulito e ordinato.
Energia e Idratazione
Cibo: Mix di frutta secca, barrette, frutta fresca o disidratata. Per il pranzo, ottima la bresaola o dei pomodorini (perfetti per rinfrescare la bocca senza svuotare subito la borraccia).
Bevande: Acqua o un thermos di tè tiepido. Personalmente evito succhi o integratori troppo dolci: danno una spinta immediata, ma spesso aumentano la sensazione di sete.
La tasca delle “Emergenze Tecniche”
Qui tengo il mio kit di sopravvivenza per l’attrezzatura: Nastro americano e cordino di emergenza. Un pezzo di camera d’aria (elastico indistruttibile per fissare oggetti). Multiuso e un pezzetto di filo di ferro modellabile (stile Ikea!).
Tecnologia: Power bank con cavetto e una luce frontale. Anche se pensate di tornare col sole, la frontale deve essere un “mai più senza”.
E per la progressione?
Non dimenticate i bastoncini da trekking. Non sono per i “pigri”, anzi! Se lo zaino è carico o la discesa è ripida, salvano le tue ginocchia e distribuiscono la fatica su tutto il corpo.
Il trucco finale: il kit “Post-Giro”
In auto lascio sempre un kit di rinascita: scarpe pulite, calze e un cambio completo. Non c’è sensazione più bella di togliersi gli scarponi dopo km di cammino!E voi? Qual è l’oggetto “strano” che non manca mai nel vostro zaino? Scrivetelo nei commenti o suggeritemi i vostri trucchi del mestiere.
Buone escursioni a tutti da intrekking.it!
nella foto: io e il mio socio di uscite, il 01.01.2026 trekking Chiaverano (TO) – Santuario di Oropa (BI), 33 km e 1660 m D+




